Premessa. Faccio un pò il Cois della situazione copiandovi una mail che ho ricevuto. Tra le tonnellate di mail merdose che ricevo ogni giorno questa è una piccola perla. Ringrazio Anilaura per avermela mandata. Ragazzi il blog è morto!
Nella stagione estiva gran parte della Fauna Cagliaritana si riversa sull'ampio litorale del Poetto a 'pigai su sobi' (prendere il sole) e a ristagnare nelle acque ricche di sali minerali. Questo esercizio è funzionale, oltre che al sangue freddo, allo sviluppo della pelle del
Cagliaritano che presto muterà da 'grogu' (bianchiccio) a 'nieddu'(nero).
Da questa metamorfosi deriva il nome di Maurreddino. Il maurreddino (o maurrettu nel linguaggio locale) rispetta ossequiosamente una lunga ritualità quando si avventura in spiaggia. Solitamente egli si incontra con i suoi simili di fronte alle fermate degli autobus in Piazza Matteotti. Esegue subito un rapido calcolo mentale per vedere se sarà in grado, almeno questa volta, di acquistare un regolare titolo di viaggio per la corsa… Non ne è in grado. Raramente questo è possibile, le sue finanze sono limitate e un eventuale pagamento comporterebbe il rinunciare al fermarsi al Romana Market per poter acquistare una birra di tipo 'baratta' ossia 'poco dispendiosa'. Lui e i suoi simili compiono una efficace analisi dei mezzi di linea che adopereranno per il viaggio. Di fronte a loro si presenta l'ampia gamma della linea P: PQ, PF, PN, MP, PDIO.
I criteri di scelta sono tre:
1 Il rischio controllore (solitamente calcolato attraverso un complicato calcolo statistico con un algoritmo a base due seguito da un commento del tipo 'No, ingunisi, non ci atziu poitta s'atra borta m'hanti incullau'),(no li nn c salgo perchè l'altra volta mi hanno inculato)
2 Il numero di ragazze (o pisciottini). Quando questo numero supera le aspettative del cagliaritano egli è solito commentare con 'minca, è pieno di pelo!'
3 Il ritardo di partenza previsto per l'autobus. La maggiorparte degli individui sceglie l'autobus che è prossimo alla partenza, ma il Cagliaritano sceglie quello che partirà per ultimo… egli ama farsi aspettare… anche se nessuno lo sta aspettando.
Una volta a bordo è facile prevedere che 'uno della cricca' estrarrà lo strumento tipico del folklore estivo, il bonghetto. Non è ancora noto quali poteri questo strumento si in grado di sprigionare ma è risaputo che se suonato incessantemente per tutto il viaggio i suoi effetti sono devastanti. Si hanno notizie di suicidi indotti dal bonghetto, di atti di isterismo collettivo, di rivolte, o addirittura di apparizioni di santi e personaggi della bibbia. Questo non è dato per certo, ma è risaputo che dopo l'uso del bonghetto, molti si rivolgono a svariate divinità attraverso gli epiteti 'porco/a…' o 'minca mia a…'. Recenti studi chiamano in causa il bonghetto come una delle cause della guerra civile spagnola.
Durante il tragitto il cagliaritano rivolge il suo sguardo prima verso l'Amsicora per ricordare il grande Cagliari di Giggi Rivva e poi verso il Sant'Elia imprecando verso la fantomatica figura di Massimo Cellino. Una volta arrivato al Poetto egli sceglie la sua Fermata. Ogni fermata corrisponde ad una precisa casta sociale, una precisa provenienza culturale, ideologica, etnica. Non sono rare comunque le incursioni nelle fermate altrui soprattutto per cercare i porri o un birra più baratta in un altro chioschetto…
Una volta piazzato il suo asciugamano e i suoi oggetti in uno spiazzo microscopico il Cagliaritano infama gli anziani e le famiglie numerose recatesi al mare e che non gli permettono di stare in prossimità del bagno asciuga.
Comincia il suo rituale: entra in acqua per cinque minuti, esce e prende il sole per venti minuti, beve une Heineken, entra in acqua per cinque minuti, esce e prende il sole per venti minuti, beve un'Ichnusa…questa precisa cadenza di comportamenti si ripete solitamente dalle 10 (ora media del suo arrivo in spiaggia) sino alle tredici. Il cagliaritano è in grado di ingurgitare 5 panini con tonno e cipolle in un quarto d'ora accompagnandoli con altrettante birre (rigorosamente da 0,66). Egli dimostra una spiccata voglia di degustare vari tipi di birre passando frequentemente dall'Ichnusa alla Heineken.
Una volta cibatosi e dissetatosi il cagliaritano è pronto all'accoppiamento. Avvicina le femmine indifese ed emette una serie di rutti terrificanti che la precedente bevuta di birra gli permette con facilità. Egli è in grado di modulare la frequenza dei rutti a suo piacimento e perfino di parlare attraverso di essi. Utilizza pure un ampio frasario colto e aulico appreso dai video de IS CALLONARASA. La femmina è spesso restia. Ma quando il cagliaritano riesce a citare frasi come 'sono un cinghiale che sburra a destra e a manca' o 'minca ti caghi' attraverso rutti di 10 secondi, la femmina cade ammaliata tra le su braccia, il più delle volte cade pervasa dagli afrori del rutto. Il cagliaritano rafforza la sua conquista con la trasvolante frase 'ce l'hai una cartina? Perché mi sono perso nel profondo dei tuoi occhi'. E' ora di difendere la donna da sguardi indiscreti. Il cagliaritano è pronto a farlo: gonfia il petto e mostra il suo vello dicendo al malcapitato osservatore 'c'hai problemmi?' oppure 'cosa molto da guardare c'hai?'.
Qualora il cagliaritano non riesca a conquistare la donna, si dedica a tutt'altra attività: il pallone.
Egli è soltito scroccarlo a bambini indifesi con madri intimorite. Riesce ad organizzare un perfetto campo di gioco trapezoidale con quattro cassoni per la spazzatura a mo' di pali. La partita non ha molte regole, non è previsto alcun limite preciso di tempo a meno che uno dei partecipanti non annunci 'pottu sa minca prena' (il mio organo riproduttivo ne ha abbastanza di questo gioco) oppure finchè il malcapitato supertele del bambino finisca sui rovi. In questo caso uno della cricca si incarica di restituirlo al bambino utilizzando la sua arte retorica per chiedere scusa a nome del gruppo: 'oh bambino, la che ti abbiamo buccatto la palla, scusa!'. Il bambino esplode in un pianto a cui i maurretti pongono rimedio con l'indottrinamento. Essi cominciano ad accusarsi a vicenda per il misfatto: 'minca mia a tui, minca mia a sorri tua, minca mia a mamma tua, sesi unu calloni, sesi una pillona, sesi unu concheddu, ba fa di coddai'. Questo ampio e affascinante frasario seduce la giovane e fragile mente del bambino che da allora comincerà una sua personale evoluzione per diventare un maurretto da spiaggia.
Una volta conclusa la vicenda i cagliaritani tornano ai loro asciugamani per prendere il sole e aspettare l'uomo del cocco e ammirare le sue ecniche di marketing: 'cocco per lui, cocco per lei, cocco fresco anche er i gay'. Attendono anche i venditori ambulanti di colore chiamati tutti indistintamente e comunque marocchini. Cercano di intrattenere conversazioni con il loro inglese impreciso: 'Sorry, do you know avarycodday?. Solitamente il Marocchino risponde con un: 'oh piccioccheddu, la ca ti partu de conca!' dimostrando l'ormai avvenuta integrazione culturale. L'allegra giornata del cagliaritano si conclude con una gara di rutti e parolacce al chioschetto di fronte ad un tavolo imbandito di immancabili Heineken e Ichnusa, bevute rigorosamente senza bicchiere e alle volte col naso. Il ritorno in centro con l'autobus è caratterizzato da una lotta per la sopravivenza con gli altri 325 passeggeri e il classico barboncino de 'sa zia' di turno.
Windows Live Spaces Push the Button! Crea il tuo blog e condividi le tue esperienze col mondo!
7 commenti:
primo.. il blog nn è morto, siamo noi morti dallo studio.. secondo.. almeno cois posta articoli brevi, questo sembra un articolo di massi, ovviamente parlo della lunghezza, nn della qualità.. terzo.. mi toccherà scrivere un post decente x togliere sto cazzo i blu d sta merda..
e cmq se anke tu certo che un articolino potevi scriverlo, invece di pubblire quella cagata..
uno il blog è MORTO, due ok non è breve ma è carino, tre d'ora in poi scriverò solo in blu x la tua gioia
e 4 quando sarò ispirato scriverò qualcosina di mio
il blog muore se io e massi nn scriviamo.. quindi preparatevi che tra 3 giorni, al massimo, risorgerà.. vedrete..
evviva il rosanero.. abbasso il neroblù..e se nn la smetti nn t faccio + foto..
O ma è inutile mettere ste cose che ci mandano su messenger tanto le abbiamo tutti..o no?
cmq il Punk non è morto..cioè il blog.
NOOOOOOOOOOOOOOO mi hai moderato il colore dell'intervento!!!!!!!!
BENITO SKIRRETTINI...le camicie nere marciano su quartu!
il punk non è mai stato vivo x essere morto....punk sucks!
Posta un commento